1919-1951: La preistoria di PENTAX

La Asahi Kogaku Goshi Kaisha venne fondata nel novembre del 1919 da Kumao Kajiwara, in un sobborgo di Tokyo chiamato Toshima, per produrre lenti da occhiali. Nel 1923 iniziò la produzione di obiettivi per proiettori cinematografici per conto terzi. Nel 1932 Asahi Kogaku iniziò a produrre obiettivi per Molta Camera Company, poi Minolta, per equipaggiare una folding 6,5x9cm denominata Arcadia.

L'anno successivo iniziarono le forniture per Konishiroku (Konica), con una gamma di obiettivi ad elemento singolo ed anastigmatici per le fotocamere Pearl e Pearlette. Gli obiettivi vennero denominati Takumar in omaggio a Takuma Kajiwara, un illustre parente del fondatore dell'azienda. Takuma Kajiwara era noto per aver operato come fotografo per diversi anni negli Stati Uniti, collaborando anche con George Eastman, il fondatore della Kodak.

Nel 1938 la vecchia ditta cambiò il proprio nome in Asahi Optical Company Limited e iniziò a produrre strumenti ottici per le forze armate giapponesi (esercito e aeronautica), attività che continuò fino alla fine della seconda guerra mondiale e che portò al bombardamento e alla distruzione quasi totale dell'azienda da parte dell'USAF.


Mistubishi "Zero", dotato di sistemi di puntamento Asahi Opt. Co. Ltd.

Tornata la pace, la Asahi Optical fu rifondata e ricostruita praticamente da zero da Saburo Matsumoto, vulcanico presidente e socio del fondatore Kajiwara. Asahi cominciò a realizzare obiettivi per molti altri costruttori di fotocamere, dotandoli di un pionieristico trattamento per migliorare il contrasto e la resa del colore. Nel 1948 venne presentata una gamma di binocoli col nome commerciale di 'Jupiter'; anche questi utilizzavano ottiche trattate che fornivano chiarezza e contrasto senza rivali, ponendoli all'avanguardia della tecnologia del tempo. Questi binocoli vennero prodotti anche con molti altri nomi, soprattutto per importatori nordamericani.


Binocolo Asahi 6x25 prodotto per Bushnell (cortesia Dario Bonazza)

In questi anni, gli altri fabbricanti giapponesi si buttarono a copiare le fotocamere tedesche più in voga, cioè quelle a telemetro e le reflex biottiche, vendendole in gran parte alle truppe americane impegnate nella guerra di Corea. In questo periodo, Asahi riprese a fornire obiettivi a costruttori di fotocamere folding, ancora ispirate a modelli tedeschi d'anteguerra.


Obiettivo Takumar 75mm su Takane Minesix (cortesia Dario Bonazza)

Fu allora che il presidente Saburo Matsumoto iniziò ad esplorare la possibilità di produrre una propria fotocamera, che però doveva essere differente da ogni altro modello prodotto allora in Giappone. Era infatti convinzione di Matsumoto che ormai la telemetro e la biottica fossero fotocamere arrivate a piena maturità, con minimi margini di miglioramento, e con un mercato già in mano ad aziende ben più grosse ed affermate di Asahi. La scommessa fu quindi quella di investire sul futuro, sviluppando una fotocamera allora molto sottovalutata, che però aveva un enorme potenziale di evoluzione ed affermazione: la reflex a sistema. Questa scelta si rivelò particolarmente lungimirante e garantì un successo fenomenale all'azienda guidata da Matsumoto.

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