1975-1980: La baionetta K e la LX

Nel 1975 vennero lanciati tre nuovi modelli (K2, KX e KM) dotati di un'ampia e moderna montatura denominata baionetta K. L'ammiraglia K2, automatica e manuale, con otturatore a scorrimento verticale, veniva proposta con un inedito obiettivo smc PENTAX 50mm di straordinaria luminosità (f/1,2). Tutti i vecchi obiettivi e gli accessori come soffietti, ecc. potevano essere usati sui nuovi corpi per mezzo di un adattatore, con la perdita però degli eventuali automatismi. Ancora oggi, questo stesso adattatore consente l'impiego di questi obiettivi perfino sulle reflex digitali PENTAX, con tanto di misurazione esposimetrica e indicazione della corretta messa a fuoco!


Asahi Pentax K2 (1975) - foto: cortesia Dario Bonazza

Nel 1976, insieme alla mitica K1000, furono presentate al pubblico due reflex compattissime (MX ed ME) coi relativi obiettivi serie M. I nuovi apparecchi erano molto più piccoli e leggeri di quelli della serie K che rimpiazzavano ed avevano tutto il fascino della serie S originale. Automatica e veramente tascabile, la ME era pensata per una fotografia spensierata, mentre la MX era una vera reflex professionale completamente accessoriabile (motore, winder, schermi di messa a fuoco, flash, ecc.). Più piccola e ben più versatile di una fotocamera a telemetro, la MX poteva contare su uno sterminato corredo ottico di eccezionale qualità. La MX è da molti considerata la più pratica ed elegante reflex di tutti i tempi, grazie all'insuperabile equilibrio tra design, concretezza e versatilità.


Asahi Pentax MX (1976) - foto: cortesia Dario Bonazza

Nel 1978 un'altra novità fu la presentazione del sistema Auto 110, progettato intorno all'allora diffusa cartuccia 110. Questa minuscola reflex, insieme alla successiva Auto 110 Super, resta l'unica fotocamera 110 con obiettivi completamente intercambiabili. Il sistema comprendeva ben sette ottiche, due flash, il motore e svariati accessori minori.


Asahi Pentax Auto 110 (1978)

Nel frattempo la serie M stava riscuotendo un enorme successo in tutto il mondo, segnando un nuovo boom commerciale delle fotocamere PENTAX. Il modello più riuscito ed apprezzato dei tardi anni settanta fu senza dubbio la ME Super, una compatta fotocamera automatica a priorità dei diaframmi e manuale che costituisce un altro raro equilibrio tra dimensioni, caratteristiche evolute e prezzo accessibile, il mix che ha sempre dato le migliori soddisfazioni a PENTAX e ai suoi appassionati utenti. Da questo momento in poi, tutte le fotocamere di Asahi si sarebbero chiamate soltanto PENTAX.


PENTAX ME Super (1980) - foto: cortesia Dario Bonazza

Nel 1980, celebrando in grande stile i 60 anni di Asahi, venne introdotta la reflex più avanzata dell'epoca: la superprofessionale PENTAX LX. Versatilissima, dotata di mirini intercambiabili, otturatore in titanio e lettura TTL anche durante l'esposizione (sistema PENTAX IDM: Integrated Direct Metering), la LX spiccava per l'eccezionale capacità di lavorare anche a livelli di luce bassissimi (fino a -6,5EV, un traguardo ancora oggi insuperato). Questa eccezionale sensibilità, unita ad un otturatore capace di arrivare in automatico a parecchi minuti di esposizione, aprì nuove opportunità fotografiche nelle riprese a luce ambiente e nella tecnica di illuminazione "open flash".


PENTAX LX (1980)

Insieme alla LX venne presentata la prima serie di obiettivi "Star", che grazie all'impiego di speciali vetri ED e/o lenti asferiche garantiva elevata luminosità e prestazioni al massimo livello, per confrontarsi senza complessi coi massimi nomi dell'ottica mondiale. La reputazione di PENTAX raggiunse l'apice.

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