Dal 2008: La storia recente

A fine 2007 giunge a compimento anche il riassetto proprietario di PENTAX nell'ambito del gruppo industriale Hoya. Nei primi giorni del 2008, con un grande evento appositamente organizzato a Dubai, viene svelata alla stampa internazionale la K20D. Pur apparendo esternamente del tutto simile alla K10D, la nuova nata presenta molte innovazioni interne di sicuro interesse.


K20D (2008)


La K20D vanta un sensore CMOS di nuova generazione da ben 14.6 Megapixel, che però presenta un rumore inferiore al sensore CCD da 10 Megapixel della K10D. Tra le molte altre novità, la K20D presenta la funzione Live View e la possibilità di calibrare la messa a fuoco obiettivo per obiettivo. Il nuovo balzo tecnico di PENTAX risulta evidente.

Nel 2009 si assiste al passaggio generazionale alle nuove reflex compatte K-7 e K-x, molto più veloci dal lato operativo e con perfezionamenti significativi nei settori esposimetro e autofocus, puntando anche  alle riprese  video che paiono la nuova frontiera della reflex. La K-7 si fa apprezzare anche per lo scatto silenziosissimo, senza rivali in campo reflex e del tutto assimilabile alle migliori fotocamere a telemetro. Questo la rende impareggiabile nelle riprese a teatro e in tutti i casi dove il rumore dello scatto può risultare fastidioso.

Nel 2010, PENTAX ritorna anche nel medio formato. La 645D è una reflex digitale equipaggiata con sensore CCD di formato 44x33mm da ben 40 megapixel, pienamente compatibile con le ottiche dell'apprezzato sistema PENTAX 645 (sia AF che a fuoco manuale).


645D (2010)

L'eccezionale qualità dell'immagine, i nuovi obiettivi sigillati e il costo relativamente contenuto al quale è ora possibile costituire o rinvigorire un corredo professionale al massimo livello, decretano il successo anche in Italia della nuova fotocamera dedicata agli amatori molto esigenti e ai professionisti dell'immagine.

Nell'ambito del sistema K, un notevolissimo salto di qualità dal lato dell'immagine prodotta si compie con l'avvento della PENTAX K-5, sempre nel 2010.


K-5 (2010)

La nuova reflex semiprofessionale compatta conferma la silenziosità, la robustezza e l'affidabilità che sono ormai la costante dei prodotti PENTAX di questa categoria (grazie anche alla costruzione sigillata contro umidità e intemperie, unita alla capacità di operare anche sottozero), ma soprattutto si fa notare per i bassissimi livelli di rumore a tutte le sensibilità ISO e per la più ampia gamma dinamica della categoria, aspetti che la rendono una temibile concorrente per le ben più costose reflex "full frame" (con sensore 24x36mm).

Sempre nel 2010, la divisione imaging di PENTAX viene acquisita da Ricoh, confluendo poi in RICOH IMAGING COMPANY, LTD.

Nel 2012 la costruzione sigillata diventa alla portata anche dei fotoamatori più attenti al budget, con l'avvento della K30.

K30 (2012)

Questa interesante possibilità è completata dall'offerta di obiettivi sigillati anche nella gamma economica, con il 18-55mm WR e il 50-200mm WR.

Sempre del 2012 è l'evoluzione della K-5 in K-5II e K-5IIs, che tra loro si distinguono per la presenza o meno del filtro anti-aliasing anteposto al sensore CMOS.

K-5IIs (2012)

Si ha così la possibilità di scegliere la versione più "prudente" dotata di filtro anti-aliasing (K-5II) o quella più "aggressiva" che punta alla massima risoluzione (K-5IIs) accettando il rischio di avere del moiré in rari casi. Entrambi i modelli si fanno notare per il netto miglioramento dell'autofocus nelle condizioni più critiche di luci scarse e/o artificiali. Infatti l'autofocus opera fino a -3EV, con in più la correzione del punto di fuoco in base alla temperatura colore della sorgente di luce. Sono ulteriori passi che vanno incontro alle esigenze di chi fotografa a luce ambiente in condizioni particolarmente impegnative.

Andate alla prima parte "1919-1951: La preistoria di PENTAX"

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